Salmo 7 - Davide davanti alle accuse di Cus

 

   

Il riferimento al contesto:

Davide salì di là e abitò nelle fortezze di En-Ghedi.  

Quando Saul tornò dall'inseguimento dei Filistei, vennero a dirgli: «Davide è nel deserto di En-Ghedi».

Allora Saul prese tremila uomini, scelti fra tutto Israele, e andò in cerca di Davide e della sua gente fin sulle rocce delle capre selvatiche; e giunse ai recinti di pecore che erano presso la via; là vi era una caverna, nella quale Saul entrò per fare i suoi bisogni. Davide e la sua gente erano in fondo alla caverna.

La gente di Davide gli disse: «Ecco il giorno nel quale il SIGNORE ti dice: "Vedi, io ti do in mano il tuo nemico; fa' di lui quello che ti piacerà"».

Allora Davide si alzò e, senza farsi scorgere, tagliò il lembo del mantello di Saul.

Ma dopo, il cuore gli batté per aver tagliato il lembo del mantello di Saul.

Davide disse alla gente: «Mi guardi il SIGNORE dall'agire contro il mio re, che è l'unto del SIGNORE, e dal mettergli le mani addosso; poiché egli è l'unto del SIGNORE».

Con queste parole Davide frenò la sua gente e non le permise di gettarsi su Saul. Saul si alzò, uscì dalla caverna e continuò il suo cammino.

Poi anche Davide si alzò, uscì dalla caverna e gridò dietro a Saul, dicendo: «O re, mio signore!» Saul si voltò indietro e Davide s'inchinò con la faccia a terra e si prostrò.

Davide disse a Saul: «Perché dai retta alle parole della gente che dice: "Davide cerca di farti del male?" Ecco, in questo giorno tu vedi con i tuoi occhi che oggi il SIGNORE ti aveva dato nelle mie mani in quella caverna; qualcuno mi disse di ucciderti, ma io ti ho risparmiato e ho detto: Non metterò le mani addosso al mio signore, perché egli è l'unto del SIGNORE.  Ora, padre mio, guarda qui nella mia mano il lembo del tuo mantello.  Se ti ho tagliato il lembo del mantello e non ti ho ucciso, puoi da questo vedere chiaramente che non c'è nella mia condotta malvagità né ribellione e che io non ho peccato contro di te, mentre tu mi tendi insidie per togliermi la vita!

Il SIGNORE sia giudice fra me e te e il SIGNORE mi vendichi di te; ma io non ti metterò le mani addosso.  Dice il proverbio antico: "Il male viene dai malvagi!" Io quindi non ti metterò le mani addosso. Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi vai tu perseguitando? Un cane morto, una pulce. Sia dunque arbitro il SIGNORE e giudichi fra me e te; egli veda e difenda la mia causa e mi renda giustizia, liberandomi dalle tue mani».

Quando Davide ebbe finito di dire queste parole a Saul, Saul disse: «È questa la tua voce, figlio mio, Davide?» E Saul alzò la voce e pianse.

Poi disse a Davide: «Tu sei più giusto di me, poiché tu mi hai reso bene per male, mentre io ti ho reso male per bene.

Tu hai mostrato oggi la bontà con la quale ti comporti verso di me; poiché il SIGNORE mi aveva dato nelle tue mani e tu non mi hai ucciso. Se uno incontra il suo nemico, lascia forse che se ne vada in pace? Ti renda dunque il SIGNORE il contraccambio del bene che mi hai fatto oggi! Ora, ecco, io so che tu diventerai re, e che il regno d'Israele rimarrà stabile nelle tue mani. Giurami dunque nel nome del SIGNORE che non distruggerai la mia discendenza dopo di me e che non estirperai il mio nome dalla casa di mio padre».  Davide lo giurò a Saul.

Poi Saul andò a casa sua e Davide e la sua gente risalirono al loro rifugio.

 (1 Samuele 24)

 

Gli Zifei andarono da Saul a Ghibea e gli dissero: «Davide è nascosto sulla collina di Achila di fronte al deserto!»

Allora Saul si levò e scese nel deserto di Zif.

Aveva con sé tremila uomini scelti d'Israele, per cercare Davide nel deserto di Zif.

Saul si accampò sulla collina di Achila che è di fronte al deserto, presso la strada.

Davide, che stava nel deserto, avendo saputo che Saul veniva nel deserto per cercarlo, mandò degli uomini in ricognizione e seppe con certezza che Saul era giunto.

Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato e notò il luogo dov'erano coricati Saul e il capo del suo esercito, Abner, figlio di Ner.

Saul stava coricato nel parco dei carri e la sua gente era accampata intorno a lui.

Davide disse ad Aimelec, l'Ittita, e ad Abisai, figlio di Seruia, fratello di Ioab: «Chi vuole scendere con me, verso Saul, nel campo?» Abisai rispose: «Scenderò io con te».

Davide e Abisai dunque andarono di notte da quella gente; Saul era coricato e dormiva nel parco dei carri, con la sua lancia conficcata in terra, dalla parte della sua testa; e Abner e la sua gente gli stavano coricati intorno.

Allora Abisai disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo il tuo nemico nelle mani; ora lascia, ti prego, che io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un solo colpo e non ci sarà bisogno di un secondo».

Ma Davide disse ad Abisai: «Non ucciderlo! Chi potrebbe mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE senza rendersi colpevole?»

Poi Davide aggiunse: «Com'è vero che il SIGNORE vive, il SIGNORE soltanto sarà colui che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e vi perisca.

Mi guardi il SIGNORE dal mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia che è vicino alla sua testa e la brocca dell'acqua e andiamocene».

Davide dunque prese la lancia e la brocca dell'acqua che Saul aveva vicino alla sua testa, e se ne andarono. Nessuno lo vide, nessuno se ne accorse e nessuno si svegliò; tutti dormivano, perché il SIGNORE aveva fatto cadere su di loro un sonno profondo.

Poi Davide passò dalla parte opposta e si fermò in lontananza, in vetta al monte, a grande distanza da loro; e chiamò la gente di Saul e Abner, figlio di Ner, e disse: «Non rispondi tu, Abner?» Abner rispose e disse: «Chi sei tu che chiami il re?»

Davide disse ad Abner: «Non sei tu un valoroso? Chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai fatto buona guardia al re, tuo signore? Infatti uno del popolo è venuto per uccidere il re, tuo signore. Ciò che hai fatto non sta bene. Com'è vero che il SIGNORE vive, meritate la morte voi che non avete fatto buona guardia al vostro re, all'unto del SIGNORE! Ora guarda dov'è la lancia del re e dov'è la brocca dell'acqua che stava vicino alla sua testa!»

Saul riconobbe la voce di Davide e disse: «È questa la tua voce, figlio mio Davide?»

Davide rispose: «È la mia voce, o re, mio signore!»

Poi aggiunse: «Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Che male ho commesso? Ora dunque, si degni il re, mio signore, di ascoltare le parole del suo servo. Se è il SIGNORE colui che ti spinge contro di me, accetti egli un'oblazione!

Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti al SIGNORE, poiché mi hanno oggi scacciato per separarmi dall'eredità del SIGNORE, dicendomi: "Va' a servire dèi stranieri!" Non cada dunque il mio sangue in terra lontano dalla presenza del SIGNORE! Poiché il re d'Israele è uscito per andare in cerca di una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti».

Allora Saul disse: «Ho peccato; ritorna, figlio mio Davide; io non ti farò più alcun male, poiché oggi la mia vita è stata preziosa ai tuoi occhi; ecco, ho agito da stolto e ho commesso un grande errore».

Davide rispose: «Ecco la lancia del re; passi qua uno dei tuoi giovani a prenderla.

Il SIGNORE retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; poiché il SIGNORE ti aveva dato oggi nelle mie mani e io non ho voluto mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE.

E come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sarà preziosa la mia vita agli occhi del SIGNORE; egli mi libererà da ogni tribolazione».

Saul disse a Davide: «Sia tu benedetto, figlio mio Davide! Tu agirai da forte, e certamente porterai a buon fine la tua impresa». Davide continuò per il suo cammino, e Saul tornò a casa sua.

(1 Samuele 26)

 ***

 Il salmo:

 

Lamento che Davide rivolse al Signore per le parole di Cus il Beniaminita.

O SIGNORE, Dio mio, in te confido; salvami da chi mi perseguita, liberami; affinché il nemico, come un leone, non sbrani l'anima mia lacerandola, senza che alcuno mi liberi.

O SIGNORE, Dio mio, se ho fatto così: se c'è perversità nelle mie mani, se ho reso male per bene a chi viveva in pace con me (io che ho lasciato andare libero colui che mi era nemico senza ragione), il mio nemico perseguiti pure la mia anima e la raggiunga, calpesti al suolo la mia vita e getti pure la mia gloria nella polvere. [Pausa]

Ergiti, o SIGNORE, nell'ira tua, innàlzati contro il furore dei miei nemici, e dèstati in mio favore. Tu hai decretato il giudizio.

L'assemblea dei popoli ti circondi, e sali a sedere al di sopra d'essa in luogo elevato.

Il SIGNORE giudica i popoli; giudica me, o SIGNORE, secondo la mia giustizia e la mia integrità.
Fa' che cessi la malvagità degli empi, ma sostieni il giusto; poiché sei il Dio giusto che conosce i cuori e i reni.

Dio è il mio scudo: egli salva gli uomini retti.

Dio è un giusto giudice, un Dio che si sdegna ogni giorno.

Se il malvagio non si converte, egli affila la sua spada; egli ha teso l'arco suo e lo tiene pronto; dispone contro di lui strumenti di morte; le sue frecce le rende infocate.

Ecco, il malvagio è in doglie per produrre iniquità.

Egli ha concepito malizia e partorisce menzogna.

Ha scavato una fossa e l'ha fatta profonda, ma è caduto nella fossa che ha preparata.

La sua malizia gli ripiomberà sul capo, la sua violenza gli ricadrà sulla testa.

Io loderò il SIGNORE per la sua giustizia, salmeggerò al nome del SIGNORE, l'Altissimo.

(Salmo 7)

 

***

 Lamento che Davide rivolse al Signore per le parole di Cus il Beniaminita.

 

Questo salmo di Davide è un lamento… una espressione di dolore causato dalle parole di un certo Cus il Beniaminita, personaggio di cui si parla solo qui, ma è anche una ricerca… una considerazione… una riflessione.

Dal contenuto del salmo si evince evidentemente che questo Cus accusava Davide con calunnie, probabilmente circa il suo comportamento nei confronti di Saul (suo conterraneo).

Davanti a queste accuse, Davide si confronta con l’Eterno e chiede di essere giudicato, valutatoegli ci tiene all’onore di Dio e se è vero che ha sbagliato è giusto che paghi il danno… ma se questo non è vero, egli chiede che l’Eterno reagisca per ristabilire la verità!

E’ un salmo coraggioso… di un uomo che ha la coscienza pulita… ma è anche pronto a mettersi a disposizione della correzione di Dio!

E’ un bell’esempio di umiltà, lealtà, sincerità spirituale e correttezza!

 

Possiamo dividere questo salmo in quattro sezioni:

 

- LA RICHIESTA DELL’INTERVENTO DIVINO (versi 1-2)

- LA RICHIESTA DI VALUTAZIONE (versi 3-5)

- LA RICHIESTA DI DIFESA (versi 6-9)

- LA DESCRIZIONE DELLA GIUSTIZIA DI DIO (versi 10-17)

 

***

- LA RICHIESTA DELL’INTERVENTO DIVINO (versi 1-2)

 

O SIGNORE, Dio mio, in te confido; salvami da chi mi perseguita, liberami; affinché il nemico, come un leone, non sbrani l'anima mia lacerandola, senza che alcuno mi liberi.

 

Davide si sente in pericolo e sa che può confidare solo in Dio… non c’è nessun altro… senza che alcuno mi liberi, dal nemico, rappresentato come un leone pronto a lacerare  e sbranare la sua anima.

Già nel salmo 57 Davide ha rappresentato i suoi nemici come dei leoni

L'anima mia è in mezzo a leoni (Salmo 57:4)

 

Il Leone per eccellenza è Gesù Cristo il Messia che ha vinto:

il leone della tribù di Giuda, il discendente di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette sigilli. (Apocalisse 5:5)

 

Lo spirito dell’anticristo… si ispira anch’esso alla figura del leone, e coloro che ne sono animati, vengono spesso descritti come tali… troviamo descrizioni inerenti in molti passi:

Davide stesso descrive spesso l’empio (colui che pensa e/o vive come se Dio non ci fosse) come un leone con spiccate caratteristiche della sua tecnica di caccia:

L'empio, con viso altero, dice: «Il SIGNORE non farà inchieste».

Tutti i suoi pensieri sono: «Non c'è Dio!»

Le sue vie sono prospere in ogni tempo; cosa troppo alta per lui sono i tuoi giudizi; con un soffio egli disperde tutti i suoi nemici.

Egli dice in cuor suo: «Non sarò mai smosso; d'età in età non m'accadrà male alcuno».

La sua bocca è piena di maledizione, di frodi e di violenza; sotto la sua lingua c'è malizia e iniquità.

Egli sta in agguato nei villaggi; uccide l'innocente in luoghi nascosti; i suoi occhi spiano il misero.

Sta in agguato nel suo nascondiglio come un leone nella sua tana; sta in agguato per sorprendere il misero; egli sorprende lo sventurato trascinandolo nella sua rete. Se ne sta quatto e chino, e gli infelici soccombono alla sua forza. (Salmo 10:4-10)

 

Ora ci stanno accerchiando, seguono i nostri passi; ci spiano per abbatterci.

Il mio nemico sembra un leone che voglia sbranare la preda, un leoncello che sta in agguato nei nascondigli. (Salmo 17:11-12)

 

Grossi tori mi hanno circondato; potenti tori di Basan m'hanno attorniato; aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente… salvami dalla gola del leone. (Salmo 22:12-13, 21)

 

O Dio, spezza loro i denti in bocca; o SIGNORE, fracassa le mascelle dei leoni! (Salmo 58:6)

 

I profeti Naum e Gioele, descrivono così la città di Ninive, capitale dell’Assiria, nazione nemica del popolo di Dio:

Dov'è questo covo di leoni, questo luogo dove facevano il pasto i leoncelli, dove il leone, la leonessa e i leoncelli passeggiavano, senza che nessuno li spaventasse? il leone sbranava per i suoi piccoli, strangolava per le sue leonesse, e riempiva i suoi covi di preda, le sue tane di rapina. (Naum 2:11-12)

 

Un popolo forte e innumerevole è salito contro il mio paese.

I suoi denti sono denti di leone, e ha mascelle da leonessa. (Gioele 1:6)

 

Isaia, descrivendo il ristabilimento del regno di Israele, privo di nemici, scrive:

In quella via non ci saranno leoni; nessuna bestia feroce vi metterà piede o vi apparirà;

 ma vi cammineranno i redenti. (Isaia 35:9)

 

Geremia descrive sia gli assiri che i babilonesi come dei leoni:

Israele è una pecora smarrita, a cui i leoni hanno dato la caccia; il re di Assiria, per primo, l'ha divorata; e quest'ultimo, Nabucodonosor, re di Babilonia, le ha frantumato le ossa. (Geremia 50:17)

 

Babilonia diventerà un mucchio di macerie, un covo di sciacalli, un oggetto di stupore e di scherno, un luogo senza abitanti.

Essi ruggiranno assieme come leoni, grideranno come piccoli di leonesse. (Geremia 51:37-38)

 

Non possiamo non ricordare come Daniele, per resistere all’idolatria, fu condannato alla fossa dei leoni… ma fu liberato dalla mano di Dio (cfr Daniele 6:1-24).

 

Paolo descrive il nemico come un leone:

Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte, affinché per mezzo mio il messaggio fosse proclamato e lo ascoltassero tutti i pagani; e sono stato liberato dalle fauci del leone.

(2 Timoteo 4:17)

 

Pietro descrive così l’avversario dei discepoli di Gesù:

Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo,

va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. (1 Pietro 5:8)

 

***

- LA RICHIESTA DI VALUTAZIONE (versi 3-5)

O SIGNORE, Dio mio, se ho fatto così: se c'è perversità nelle mie mani, se ho reso male per bene a chi viveva in pace con me (io che ho lasciato andare libero colui che mi era nemico senza ragione), il mio nemico perseguiti pure la mia anima e la raggiunga, calpesti al suolo la mia vita e getti pure la mia gloria nella polvere. [Pausa]

 

Davide, nella sua sincera devozione, richiede l’esame divino… è una sua attitudine indicata meravigliosamente anche nel Salmo 139:

SIGNORE, tu mi hai esaminato e mi conosci.

Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero.

Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie.

Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, SIGNORE, già la conosci appieno.

Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me.

La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci.

Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza?

Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là.

Se prendo le ali dell'alba e vado ad abitare all'estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra.

Se dico: «Certo le tenebre mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me», le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno; le tenebre e la luce ti sono uguali.

Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.

Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.

Meravigliose sono le tue opere, e l'anima mia lo sa molto bene.

Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle  profondità della terra.

I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora. (Salmo 139:1-16)

 

Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore.

Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri.

Vedi se c'è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna. (Salmo 139:23-24)

 

In questo salmo non c’è la presunzione di essere giusto… c’è la volontà di essere purificato… ed il profondo desiderio di santità.

 

Davide vede nel bastone del Buon Pastore, uno strumento di esame, di pulizia, di correzione… che trasmette sicurezza:      

il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza. (Salmo 23:4)

Un pastore porta sempre con sé un bastone, è parte integrante della divisa sua divisa… per mezzo di questo bastone compie quasi tutte le azioni... è un simbolo di autorità nel gregge!

Le pecore vedono nel bastone del pastore un continuo motivo di conforto, il loro capo è in grado di esercitare in qualsiasi momento un controllo effettivo sul gregge, in ogni situazione.

Un altro interessante uso del bastone nella mano del pastore è quello di esaminare e contare le pecore.

Il “passare sotto il bastone”, significava essere contato e controllato, la pecora che passa sotto il bastone viene ispezionata dal pastore... …e Davide era un pastore.

Dio, ci passa sotto il bastone della Sua Parola… lasciamoci esaminare, questo è un processo che non dobbiamo fuggire, non è qualcosa da evitare.

Il nostro Buon Pastore ha a cuore il nostro bene quando ci esamina, che grande conforto dovrebbe essere questo per un figlio di Dio, che può avvicinarsi al bastone del Pastore per essere attentamente scrutato, visitato… chi lo evita dimostra di amare ancora le tenebre:

Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio. (Giovanni 3:20-21)

 

Davide ha a cuore la giustizia… se ho reso male per bene a chi viveva in pace con me (io che ho lasciato andare libero colui che mi era nemico senza ragione), il mio nemico perseguiti pure la mia anima e la raggiunga, calpesti al suolo la mia vita e getti pure la mia gloria nella polvere.

 

A questo punto c’è una pausa… probabilmente una giusta pausa di riflessione sul proprio stato e sulla propria condotta.

 

***

- LA RICHIESTA DI DIFESA (versi 6-9)

Ergiti, o SIGNORE, nell'ira tua, innàlzati contro il furore dei miei nemici, e dèstati in mio favore. Tu hai decretato il giudizio.

L'assemblea dei popoli ti circondi, e sali a sedere al di sopra d'essa in luogo elevato.

Il SIGNORE giudica i popoli; giudica me, o SIGNORE, secondo la mia giustizia e la mia integrità.
Fa' che cessi la malvagità degli empi, ma sostieni il giusto; poiché sei il Dio giusto che conosce i cuori e i reni.

 

Davide, avendo affidato il giudizio all’Eterno, invoca il Suo intervento, rappresentato in un Suo innalzamento e movimento d’azione (destati) in suo favore, prendendo posizione da Giudice sopra alla corte (l’assemblea dei popoli).

Il desiderio profondo di Davide è il ristabilimento della Giustizia… che sia riconosciuta la malvagità degli empi e l’integrità dei giusti… e questo Giudizio può farlo solo chi non giudica l’apparenza delle cose, ma Chi è in grado di giudicare l’interiore (i cuori e i reni).

Davide fu scelto da Dio non per il suo aspetto:

…il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l'ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». (1 Samuele 16:7)

 

Eliù dichiara:

Egli non porta rispetto all'apparenza dei grandi,

non considera il ricco più del povero, perché sono tutti opera delle sue mani. (Giobbe 34:19)

 

Il salmista Asaf anch’egli dice (riferito ai malvagi):

Signore, quando ti desterai, disprezzerai la loro vana apparenza. (Salmo 73:20)

 

Il profeta Isaia, parlando del Messia (al Quale il Padre ha affidato tutto il giudizio – cfr Giovanni 5:22), dice:

Lo Spirito del SIGNORE riposerà su di lui: Spirito di saggezza e d'intelligenza, Spirito di consiglio e di forza, Spirito di conoscenza e di timore del SIGNORE.

Respirerà come profumo il timore del SIGNORE, non giudicherà dall'apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire, ma giudicherà i poveri con giustizia, pronuncerà sentenze eque per gli umili del paese.

Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e con il soffio delle sue labbra farà  morire l'empio.

La giustizia sarà la cintura delle sue reni, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi. (Isaia 11:2-5)

 

Questa attitudine fu riconosciuta a Gesù dai Suoi stessi oppositori (anche se riconobbero questo per tenderGli un laccio):

Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all'apparenza delle persone. (Matteo 22:16)

E Gesù vuole che anche noi agiamo in questo modo:

Non giudicate secondo l'apparenza, ma giudicate secondo giustizia. (Giovanni 7:24)

 

***

- LA DESCRIZIONE DELLA GIUSTIZIA DI DIO (versi 10-17)

 

Dio è il mio scudo: egli salva gli uomini retti.

Dio è un giusto giudice, un Dio che si sdegna ogni giorno.

Se il malvagio non si converte, egli affila la sua spada; egli ha teso l'arco suo e lo tiene pronto; dispone contro di lui strumenti di morte; le sue frecce le rende infocate.

Ecco, il malvagio è in doglie per produrre iniquità.

Egli ha concepito malizia e partorisce menzogna.

Ha scavato una fossa e l'ha fatta profonda, ma è caduto nella fossa che ha preparata.

La sua malizia gli ripiomberà sul capo, la sua violenza gli ricadrà sulla testa.

Io loderò il SIGNORE per la sua giustizia, salmeggerò al nome del SIGNORE, l'Altissimo.

 

Nella certezza della disciplina del Signore e del suo profondo desiderio di essere giusto davanti a Lui, Davide esalta la Bontà e la Fedeltà di Dio (che si manifesta come una totale protezione) verso coloro che amano la Giustizia… verso coloro che sono retti ed amano la rettitudine Dio è il mio scudo: egli salva gli uomini retti…

Un’altra certezza di Davide è che Dio è un Giusto Giudice… sa perfettamente valutare… fino nell’intimo del cuore… Dio è un giusto giudice, un Dio che si sdegna ogni giorno… la Sua Giustizia è sempre la stessa… inalterabile ed immutabile.

C’è solo una cosa che può fermare il Giusto Giudizio di Dio verso i malvagi… la loro conversione!

 

…Se il malvagio non si converte, egli affila la sua spada; egli ha teso l'arco suo e lo tiene pronto; dispone contro di lui strumenti di morte; le sue frecce le rende infocate…

 

La mancata conversione del malvagio ha la conseguenza di attirarsi un severo Giusto Giudizio… un Giudizio agli occhi carnali tremendo ed impetoso… ma Giusto agli occhi di Dio che si sdegna ogni giorno del male e che ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male (cfr Abacuc 1:13).

Contro questi malvagi impenitenti Dio… nella Sua Giustizia, Bontà e Fedeltà (alla faccia del Dio buono secondo i concetti umani):

 

- affila la sua spada

La Parola di Dio invece di portare Salvezza diventa uno strumento di Giudizio, Gesù stesso disse:

Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.

Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno.

Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare; e so che il suo comandamento è vita eterna.

Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre me le ha dette». (Giovanni 12:44-50)

 

E Giovanni ci descrive come saranno giudicati i malvagi nell’ultimo giorno:

Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco.

Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia.

I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui.

Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio.

Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fino bianco e puro.

Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell'ira ardente del Dio onnipotente.

E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI…

Il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che era sul cavallo,

e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni. (tratto da Apocalisse 19:11-21)

 

- ha teso l'arco suo e lo tiene pronto

 

L’arco di guerra è stato deposto sulle nuvole, dopo il diluvio, per un periodo… secondo la promessa di Dio stesso:

Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall'arca, a tutti gli animali della terra.

Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra.

Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l'arco apparirà nelle nuvole; io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente.

L'arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra».

Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra». (Genesi 9:9-17)

 

Ma il giudizio avverrà non più (secondo il patto) con il diluvio, bensì con il fuoco purificatore.

Pietro ne parla chiaramente proprio mettendo in parallelo il giudizio del diluvio e quello dei malvagi impostori:

Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli.

Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: «Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».

Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì; mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.

Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno.

Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.

Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.

Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno!

Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. (2 Pietro 3:1-13)

 

- dispone contro di lui strumenti di morte

 

Il giudizio avverrà mediante atti che all’uomo sembreranno spietati… ma sono atti di Giustizia… sarà il Signore stesso a portare i peccatori all’estrema perversione:

…il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.

E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta.

La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati.

Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna; affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati. (2 Tessalonicesi 2:7-12)

 

- rende infuocate le sue frecce

 

Il giudizio che il Signore sta preparando per gli empi è terribile… oltre ogni nostra immaginazione… per questo Pietro scongiurava così:

…li scongiurava e li esortava, dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione! (Atti 2:40)

 …Ecco, il malvagio è in doglie per produrre iniquità.

Egli ha concepito malizia e partorisce menzogna.

Ha scavato una fossa e l'ha fatta profonda, ma è caduto nella fossa che ha preparata.

La sua malizia gli ripiomberà sul capo, la sua violenza gli ricadrà sulla testa…

 

Il malvagio partorisce la sua stessa morte… come uno stolto si scava la sua fossa con le sue stesse mani…

e le sue opere stesse lo seppelliranno.

  

…Io loderò il SIGNORE per la sua giustizia, salmeggerò al nome del SIGNORE, l'Altissimo

 

Il giustificato… per l’Opera di Gesù Cristo… esalta (nel Vangelo) la Giustizia di Dioesalta la Potenza di Dio:

…perché Esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».  (Romani 1:16-17)

 

***

 CONCLUSIONE

 

Il cristiano è costantemente sottoposto alle accuse di un Cus il nostro nemico è l’accusatore dei fratelli per eccellenza (cfr Apocalisse 12:10).

Davanti a queste accuse noi dobbiamo sempre confrontarci con il Signore:

 

…a volte sono degli errori che dobbiamo confessare ed abbandonare affinchè possiamo liberarci dal loro peso che potrebbe ostacolare la nostra corsa

 

…altre volte sono calunnie che presentiamo comunque davanti al Signore che conosce ogni cosa e giudicherà con Giustizia.

 

L’amore per la Giustizia è quello che caratterizza i figli di Luce… essi non si trovano a loro agio al buio… nella torbidezza.

Le tenebre non sono più il giusto habitat di colui che è stato illuminato dalla Luce del mondo.

Per questo il cristiano desidera essere conforme alla Giustizia, pur conoscendo ed essendo cosciente di tutti i suoi limiti… per questo si sottopone volontariamente alla correzione del Signore ed alla Sua disciplina.

L’autore della lettera agli ebrei scrive che questa disciplina è per tutti i figli di Dio… anzi ne caratterizza proprio il loro status:

Sopportate queste cose per la vostra correzione.

Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? 

Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. 

Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? 

Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. 

È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa. (Ebrei 12:7-11)

 

L’amore per la Giustizia si spinge oltre la correzione dei propri errori… ama il Giusto Giudizio… a volte all’interno della cristianità serpeggia un buonismo che sembra più un compiacente compromesso con il peccato che una amore per la Giustizia… dietro il concetto di Grazia si nasconde un amore per il peccato che in qualche modo viene tollerato… compiaciuto… se non addirittura amato e giustificato… …questo non è il Vangelo è una terribile controfigura apostata!

Il Giustificato, colui che ha compreso realmente quanto è peccante il peccato… lo odia senza riserve… aspira con tutto il suo essere alla Giustizia ed ama la Vendetta divina… la Grazia ci insegna a rinunciare al peccato:

ci insegna a rinunciare all'empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. 

Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. (Tito 2:12-14)

 

I Giusti si rallegreranno (con tutto il creato) quando i Giusti Giudizi di Dio cadranno sui malvagi e sul nemico:

vidi sotto l'altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa. 

Essi gridarono a gran voce: «Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra 

E a ciascuno di essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po' di tempo, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli, che dovevano essere uccisi come loro. (Apocalisse 6:9-11)

 

Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. 

Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l'hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi! Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo». (Apocalisse 12:11-12)

 

Il Vangelo è una Vera Buona Notizia… non solo un mezzo per “salvarsi”, ma l’unico mezzo per il ristabilimento della Giustizia… il suo scopo ultimo è questo:

…secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.

Perciò, carissimi, aspettando queste cose,

fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace (2 Pietro 3:13)

 

E Giovanni ci descrive la bellezza di questa nuova creazione, le condizioni per accedervi e ci invita ad afferrare queste promesse con una visione corretta della Grazia… in seno alle chiese:

Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più. 

E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 

Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».

E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse: «Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda».

Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò, dicendo: «Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell'Agnello».

Egli mi trasportò in spirito su una grande e alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, con la gloria di Dio. Il suo splendore era simile a quello di una pietra preziosissima, come una pietra di diaspro cristallino. 

Aveva delle mura grandi e alte; aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli.

Sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figli d'Israele. 

Tre porte erano a oriente, tre a settentrione, tre a mezzogiorno e tre a occidente. 

Le mura della città avevano dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi di dodici apostoli dell'Agnello.

E colui che mi parlava aveva come misura una canna d'oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 

E la città era quadrata, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l'altezza erano uguali. Ne misurò anche le mura ed erano di centoquarantaquattro cubiti, a misura d'uomo, adoperata dall'angelo.

Le mura erano costruite con diaspro e la città era d'oro puro, simile a terso cristallo. 

I fondamenti delle mura della città erano adorni d'ogni specie di pietre preziose.

Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisòlito; l'ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l'undicesimo di giacinto; il dodicesimo di ametista. 

Le dodici porte erano dodici perle e ciascuna era fatta da una perla sola.

La piazza della città era d'oro puro, simile a cristallo trasparente.

Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. 

La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l'Agnello è la sua lampada. 

Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria. 

Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse (la notte non vi sarà più); e in lei si porterà la gloria e l'onore delle nazioni. 

E nulla di impuro, né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.

Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. 

In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero della vita.

Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. Non ci sarà più nulla di maledetto.

Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. 

Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

Poi mi disse: «Queste parole sono fedeli e veritiere; e il Signore, il Dio degli spiriti dei profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra poco».
«Ecco, sto per venire. Beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro»… Poi mi disse: «Non sigillare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. Chi è ingiusto continui a praticare l'ingiustizia; chi è impuro continui a essere impuro; e chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo si santifichi ancora».

«Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine. 

Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. 

Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese.

Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».

(Tratto da Apocalisse 21-22)

 Gianni Marinuzzi