La giustizia di Dio nella SANTIFICAZIONE:

 

La potenza nella santificazione

 

LETTERA di Paolo ai ROMANI 8:1-17

 

     

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito.

Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace; infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi.

Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.

Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione.

Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.

E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»

Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.

Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.

 

***

Dopo aver:

- compreso che entrare nella Grazia di Dio significa essere morti al peccato nel sacrificio di Gesù Cristo ed essere stati risuscitati a nuova Vita nella resurrezione di Gesù Cristo;

- compreso come lo stato di grazia implichi una totale volontaria sottomissione alla giustizia ed una intima appartenenza al Cristo vivente;

- compreso che nell’attesa della manifestazione della Gloria già custodita nei cieli, mentre stiamo ancora su questa terra, siamo chiamati a vivere la nostra santificazione come un combattimento continuo contro i nemici spirituali che tentano il nostro uomo ”carnale” ancora sensibile al peccato in quanto non ancora morto fisicamente;

 

Ciò premesso, in questo paragrafo, Paolo ci aiuta a comprendere in modo più esaustivo quale è la forza di vita nuova che viene comunicata al credente insieme al perdono dei peccati ed alla liberazione dalla schiavitù del peccato e della Legge che lo manifesta.

Il credente non è quindi destinato a proseguire la sua vita terrena nella frustrazione continua nel rilevare i suoi fallimenti davanti alla santità che lo Spirito Santo dentro di Lui richiede… qui Paolo ci rivela come l’azione dello Spirito Santo che abita nel credente sia invece una forza spirituale, una Potenza divina nella santificazione del credente stesso.

Non si tratta di una forza umana, nè di una forza astratta, ma della presenza dello Spirito Santo che viene ad abitare nel cristiano figlio di Dio (lo Spirito di Cristo), che è stato liberato dal peccato, ha una nuova mente, la mente di Cristo (cfr 1 Corinzi 2:16) che va “rinnovandosi” (cfr Romani 12:2) ed è quindi libero da ogni condanna ed è destinato alla Gloria!

Paolo ha finora spiegato come la santificazione sia un opera che concerne il corpo… (lo Spirito che abbiamo ricevuto è già consacrato… è lo Spirito di Dio stesso).

L’anima (la nostra mente) si va rinnovando in Cristo e la conseguenza di questa azione di rinnovamento dello Spirito Santo si trasmette al corpo che è la materializzazione dell’opera che avviene nella nostra mente e l’esercizio di questa santificazione è in vista della piena redenzione e della manifestazione della gloria di Dio per noi:

Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

(1 Tessalonicesi 5:23)

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male.

(2 Corinzi 5:10)

 

***

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

Senza Gesù Cristo il peccato non può essere nè cancellato, nè vinto… può essere soffocato per un tempo… ma è sempre presente nel cuore dell’uomo… fuori di Cristo l'uomo non ha altra prospettiva che la condanna.

Per coloro che sono in Cristo, cioè a uniti in Lui, identificati in Lui, per quella fede che poggia il fondamento della loro vita, tutto è diverso... … non c'è più nessuna condanna!

Paolo mette ci rivela in questo passo come esistano due leggi:

- La legge del peccato e della morte che tiene l’uomo prigioniero dal peccato stesso e che regola la morte spirituale

- La legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù che libera l’uomo dallo stato di prigioniero dal peccato e che regola la vita spirituale

 

Non esiste e non può esistere una sorta di anarchia spirituale… l’uomo abbandonato a se stesso cade nel laccio del peccato (la prova è l’abbandono di Dio e le sue conseguenze – cfr Romani 1:18-31), l’uomo vive solo in Dio, perché ciò che gli dà vita è il Suo alito vitale.

Con la disobbedienza l’uomo è caduto nel peccato e solo il sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, può dargli nuovamente quel rapporto vivente con Dio… in Cristo.

Ciò che rende l’uomo libero dalla Legge del peccato e della morte, che pesa sulla testa di ogni uomo, è una nuova Legge, la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù, è una Legge spirituale e vivente, compresa da chi è spirituale e vivo, adatta a chi è spirituale e vivo non per chi è carnale e morto che non troverà alcun interesse, gioia, utilità in questa Legge, che per lui è assolutamente incomprensibile… …ma per essere spirituale e vivo, bisogna morire con Cristo e rinascere con Cristo… essere in Cristo!

In Cristo infatti, non solo siamo giustificati, ma abbiamo una nuova potenza di vita, comunicata dal suo Spirito che ci ha liberato dalla legge del peccato e della morte, cioè dalla potenza che dominava la nostra vita prima della nostra entrata nella Grazia di Dio.

Il peccato porta la morte perché separa l'anima da Dio; dove regna il peccato, regna la morte, ed è da questo regno che chi crede viene “tirato fuori”… …liberato… certo non ancora giunto alla perfezione ma ormai fuori dal regime opprimente del peccato e del conseguente giudizio… quindi si conduce in tal senso:

Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù.

Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.

Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi…

(Filippesi 3:12-15)

Per fare questo in modo più agevole, però siamo chiamati ad una autodisciplina:

Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo.

Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile.

Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l'aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.

(1 Corinzi 9:24-27)

Lo Spirito Santo in questa lotta… in questa gara… ci aiuta… è la nostra Forzacome abbiamo sperimentato la potenza del peccato, così chi è in Cristo sperimenta la potenza liberatrice dello Spirito di Cristo, che non è il fondamento della giustificazione del credente; ma è la garanzia di fatto che la condanna è allontanata per sempre e non tornerà più, perché l’azione dello Spirito Santo stesso ne ha estirpando la causa… il peccato.

 

***

Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

Se la liberazione dal peccato era impossibile alla legge (non perché la Legge è imperfetta, sbagliata, ingannevole) ma perché la carne la rendeva impotente, con la venuta di Gesù Cristo, il Figlio di Dio in carne simile a carne di peccato, questo è diventato possibile, perché il Padre ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

Ecco perché è solo in Cristo che possiamo essere liberati dal peccato e dal suo regno di morte!

Un uomo libero dalla Legge non è un uomo libero… è un uomo abbandonato alla propria coscienza che naufraga nella depravazione e del disonore (cfr Romani 1:18-31)

La conoscenza della Giustizia, della Legge, fa risaltare più che mai la miseria umana (cfr Romani 2:17-24) e a nascondersi dietro il formalismo cieco, proprio come Adamo ed Eva si nascondevano dalla presenza di Dio per paura e coprivano la loro nudità con delle foglie di fico (la religiosità formale e vuota), non serve a nulla:

Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.

Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino. Dio il SIGNORE chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?»

Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».

(Genesi 3:7-10)

E questo è l’atteggiamento che trovò Gesù quando venne sulla Terra:

Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte…

(Giovanni 3:19-20)

Solo l’intervento di Gesù Cristo, realizzato nella Sua Opera di sostituzione all’uomo peccatore, ha potuto rendere possibile ciò che era impossibile all’uomo e alla Legge e questo Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, come insegnava Gesù:

…come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

(Giovanni 3:14-18)

Lo scopo della venuta di Gesù Cristo in carne simile a carne di peccato, ha due scopi essenziali:

- la condanna da parte di Dio del peccato nella carne:

Dio ha condannato in Gesù Cristo il peccato nella carne, come profetizzava Isaia:

erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato

Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.

il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti…

Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l'opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.

Dopo il tormento dell'anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.

(tratto Isaia 53:4-12)

- affinché il comandamento della legge fosse adempiuto (compiuto) in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito, e Gesù lo dichiarò apertamente:

Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua.

(Giovanni 4:34)

Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu mi hai data da fare.

(Giovanni 17:4)

Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito.

(Giovanni 19:30)

Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l'espiazione dei peccati del popolo.

(Ebrei 2:17)

 

***

Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito.

Questa espressione di Paolo  è di una logica veramente elementare… quanto spesso disattesa!

E’ la cosa più ovvia che quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne…, non potrebbero fare altrimenti… il loro pensare è adatto alla “vita psichica carnale”, ma non alla Vita Spirituale.

la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio

(1 Corinzi 1:18)

…noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia, ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio

(1 Corinzi 1:23-24)

l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.

(1 Corinzi 2:14)

 

Dovremmo invece stupirci (e valutare la sua ipocrisia) quando un uomo naturale (non rigenerato dallo Spirito Santo) riceve con facile entusiasmo le cose dello Spirito

Cosa esattamente opposta deve essere il contrario… quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito, non potrebbero fare altrimenti…

la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio

(1 Corinzi 1:18)

 

…noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia, ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio

(1 Corinzi 1:23-24)

L'uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno. Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?

Ora noi abbiamo la mente di Cristo.

(1 Corinzi 2:15-16)

È questo lo scopo ultimo dell'incarnazione di Cristo:

- distruggere il dominio del peccato, con tutte le sue conseguenze di morte, di incapacità di discernimento, di cecità spirituale, di paralisi, di mutismo spirituale;

- stabilire, quello della giustizia, con tutte le sue conseguenze di Vita Eterna, di capacità di discernimento, di vista spirituale, di movimento nella direzione Giusta, di dono di Parola, portando così l'uomo a poter camminare verso quell'ideale di santità che già era nella mente di Dio.

Questo ideale di santità è progressivo in coloro che, nati di nuovo in Cristo Gesù, liberati dal dominio di satana, non si conducono più secondo le inclinazioni della vecchia natura corrotta, ma secondo le aspirazioni nuove create dallo Spirito di santità e che costituiscono l'essenza morale  e spirituale della legge.

 

***

Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace; infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

 

Paolo non si ferma alla solo enunciazione del pensiero, dà anche la spiegazione della conseguenza del pensiero… il desiderio… la bramosia (presente in tutti e due gli esempi… non è possibile non bramare in assoluto!) che ne consegue:

Se il pensiero quelli che sono secondo la carne è giustamente rivolto alle cose della carne, la loro bramosia è per tutto ciò che (a loro insaputa) è morte.

A loro insaputa… si perché questa è la realtà descritta nella Parola:

Poiché le labbra dell'adultera stillano miele, la sua bocca è più morbida dell'olio; ma la fine a cui conduce è amara come l'assenzio, è affilata come una spada a doppio taglio.

I suoi piedi scendono alla morte, i suoi passi portano al soggiorno dei morti.

Lungi dal prendere il sentiero della vita, le sue vie sono sbagliate, e non sa dove va.

Or dunque, figlioli, ascoltatemi, e non vi allontanate dalle parole della mia bocca.

Tieni lontana da lei la tua via e non ti avvicinare alla porta della sua casa, per non dare ad altri il fiore della tua gioventù, e i tuoi anni all'uomo crudele; perché degli stranieri non siano saziati dei tuoi beni, e le tue fatiche non vadano in casa di estranei; perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saranno consumati; e tu non dica: «Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il mio cuore disprezzare la riprensione?

Come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m'insegnava, e a non porgere l'orecchio a chi m'istruiva?

(Proverbi 5:3-13)

chi cammina nelle tenebre, non sa dove va.

(Giovanni 12:35)

 

chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.

(1 Giovanni 2:11)

Ciò che brama la carne i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, i suoi affetti, i suoi desideri “bramano” le cose adatte a soddisfare le inclinazioni carnali.

Il pensiero dello Spirito Santo che abita in coloro che sono nati da è invece giustamente rivolto alle cose dello Spirito, la loro bramosia è per tutto ciò che è Vita Eterna e Pace con Dio, tutte cose che sono in armonia con la Legge Spirituale.

E’ Vita in Dio e conduce alla pienezza della Vita con Lui.

E’ Pace con Dio e conduce alla pienezza della Pace con tutto ciò che concerne la nuova creazione.

E se il desiderio, l’aspirazione, la bramosia dell’uomo spirituale è la Vita e la Pace con Dio, non si può dire lo stesso dei desideri, delle aspirazioni e della bramosia della carne che invece è inimicizia contro Dio, (altro che pace!),  perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

Le aspirazioni carnali portano alla morte perchè per loro natura sono inimicizia contro Dio, e sono proprie della disubbidienza, proprio come le aspirazioni di Eva nell’Eden:

La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò.

(Genesi 3:6)

Nonostante Dio avesse detto ad Adamo:

Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai.

(Genesi 2:16-17)

La carne quindi è di natura ribelle a Dio, e non ha in sé alcuna qualità, né possbilità di fare altro, Paolo infatti ha dichiarato:

…io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene.

(Romani 7:18)

Vogliamo noi sapere se siamo nella carne o nello Spirito?

Basta che pensiamo in quale direzione si volgono le nostre aspirazioni, le nostre preoccupazioni: quali cose ci danno maggiori soddisfazioni; quale fine hanno i nostri progetti ed i nostri sforzi.

Se miriamo noi a soddisfare i nostri appetiti carnali, le ambizioni terrene di ricchezza, di potere, di egoismo (anche nelle forme più subdole)… è segno che siamo ancora nella carne.

 

quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

Quello che possiamo notare in questa espressione di Paolo è che non è tanto “il cosa si fa” che ci rende graditi a Dio ma “chi si è”… … quelli che sono nella carne, anche se fanno chissà quali opere apparentemente “buone” (che comunque non possono essere genuinamente buone perché sono contaminate dalla carne), non possono piacere a Dio… non è proprio possibile… altra situazione è quella del cristiano rigenerato, che potrà fare opere buone o meno buone (ovvero utili o meno utili al Vangelo), preziose o di poco valore (se non costruisce adeguatamente sopra il fondamento di Cristo), ma comunque è gradito a Dio, come ci rivela Paolo:

Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l'opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno.

Se l'opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; se l'opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.

(1 Corinzi 3:12-15)

 

***

Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi.

Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.

Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione.

Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Dopo aver descritto quale sia la bramosia di chi è nella carne… il peccato e la morte, Paolo ci tiene a sottolineare che i fratelli di Roma, avendo fatto professione di fede, non sono nella carne ma nello Spirito… ma aggiunge una particolarità… una “provocazione” che non deve passare inosservata: se lo Spirito di Dio abita veramente in voi.

Non si tratta di mettere un dubbio circa la appartenenza a Cristo sulla base di chissà quali manifestazioni post conversione… si tratta di sapere che non si può appartenere a Cristo se non ci si è totalmente identificati in Cristo… se non si è morti con Lui… se non si è risuscitati con Lui… …solo questo Spirito di Cristo vivificante ci fa appartenere a Lui e vivificherà anche i nostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in noi.

La nostra vita è dallo Spirito Santo, Egli ne è “l'alito vivificatore”, ricreati da Dio stesso, proprio come in Eden:

Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.

(Genesi 2:7)

Ma questo avviene solo se lo Spirito di Dio abita veramente in noi, allora e solo allora, per mezzo del suo Spirito, il nostro stato e le nostre prospettive sono Vita in Dio e Pace con Dio.

Se invece qualcuno non ha lo Spirito di Cristo…  è inutile farsi false illusioni…  egli non appartiene a lui.

Lo Spirito di Cristo è quello Spirito di adozione… di figliolanza… che si ha mediante l’accettazione, il ricevimento dell’Opera di Cristo:

a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.

(Giovanni 1:12-13)

E se apparteniamo a Lui, se abbiamo il Suo Spirito in noi, lo stato di ribellione a Dio… le bramosie di coloro che sono nella carne… non sono gli “ambienti” di chi è nato da Dio… di chi ha ricevuto lo Spirito Santo… di chi cammina per Lo Spirito… perché non è nella carne ma nello Spirito.

Il “cercare di migliorare e di correggere l'uomo vecchio” è una opera inutile, vana ed illusoria, ma è quello che si prefiggono tutte le religioni del mondo!

L’uomo carnale non può esser santificato… deve morire… deve essere crocifisso… ricordiamoci di cosa disse Gesù a Nicodemo:

Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.

Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo".

(Giovanni 3:6-7)

Il fondamento della santificazione è la creazione di una nuova vita, per Opera dello Spirito della Vita.

La persona umana il cui cuore è stato liberato dal peccato e dalla morte ed è stato reso degno dell'abitazione dello Spirito di Dio, è chiamata a camminare per mezzo dello Spirito Santo ed a vivere tutta quanta della Vita dello Spirito e rivestire per fede un corpo spirituale che brama, desidera intensamente vivere in modo adatto alla vita spirituale... …vive già in modo conforme di quello che attende…

 

***

Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.

 

L'Apostolo ha mostrato come lo Spirito di Cristo sia nei credenti, fonte di libertà e di vita che comincia nello spirito umano quaggiù, e si estenderà anche al corpo nella gloriosa risurrezione.

Prima di raggiungere la gloria futura, i credenti devono lottare contro il peccato che resta in loro; devono soffrire per il nome di Cristo e pazientare; ma il risultato finale è certo, e questo li deve sostenere (cfr. Romani 5:1-11).

Questa certezza la spande nei loro cuori lo Spirito Santo che li rende sicuri della loro adozione a figli di Dio e della eredità che è loro riservata.

Paolo vuole quindi che giungiamo ad una conclusione: non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne, visto che siamo stati liberati dalla schiavitù (che spesso era stata conseguenza della mancanza di pagamento di un debito)… non abbiamo più alcun debito con la carne, non abbiamo più alcun obbligo verso quel che è la nostra rovina presente ed eterna perché se vivete secondo la carne voi morrete.

Paolo sembra voler invece continuare la frase con: «Siamo invece debitori allo Spirito, per vivere, ecc.».

E in effetti scrive che se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete…

 ovvero se alla carne viene sostituito lo Spirito quale principio di vita, viene automaticamente a cessare la forza motrice che determinava l'attività peccaminosa; muoiono le opere del corpo, il quale diventa strumento di giustizia.

La morte della vita carnale è la vita vera dell'uomo che in contrapposizione al peccato (che porta alla Morte eterna), porta alla Vita eterna.

La santificazione, del credente non si compie senza il suo concorso.

Lo Spirito Santo sorgente di Vita gli è dato da Dio, ma egli deve adoperare quella forza divina e non resistere ai suoi impulsi.

Ed a questa lotta quotidiana (condotta non con la propria forza ma mediante lo Spirito), si dedica e brama e desidera il glorioso fine per cui lotta lo Spirito Santo stesso… la vita come figlio di Dio, infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.

Ma notiamo come sia fondamentale che questa lotta sia sottoposto ad una precisa regola… mediante lo Spirito… non mediante altre forze (oggi potremmo parlare di doping…), altrimenti siamo squalificati… come dice lo stesso Paolo:

Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l'aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.

(1 Corinzi 9:26-27)

Questa lotta, mediante lo Spirito Santo, è però una lotta con un finale garantito, certo, perché coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono già figli di Dio; e, come tali, sono destinati ad arrivare, al di là delle sofferenze del presente, alla conformità con Cristo:

Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio!

E tali siamo.

 (1 Giovanni 3:1)

 

Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo.

Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro.

(1 Giovanni 3:2-3)

 

***

E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»

Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.

Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.

 

E questa certezza non deve portare paura… la stessa paura che poteva avere uno schiavo davanti al suo padrone crudele… ma deve portarci ad un sano timore di Dio come verso un padre amorevole rispettato nella Sua autorità e amato in quanto Padre.

Non siamo più davanti al Giudice che deve pronunciare la nostra sentenza di condanna… siamo davanti al Giudice che dichiarerà la nostra condanna pagata dal sacrificio di Cristo e dichiarerà la nostra giustificazione, e la nostra affiliazione… per la quale gridiamo: Abbà! Padre!

Lo Spirito Santo stesso che ha creato in noi lo spirito filiale, che ci spinge a chiamare Dio nostro Padre, ci assicura egli stesso, da parte di Dio, che siamo veramente figli di Dio.

E se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, ovvero abbiamo accesso alle ricchezze di Dio e destinati a dividere quella gloria nella quale è entrato il nostro fratello maggiore (cfr. Romani 8:29; 1Giovanni 3:1 e segg.; Giovanni 14:3).

Però, come siamo chiamati a dividere la gloria nei cieli… siamo altresì chiamati a dividere la sofferenza sulla Terra, le due cose non sono divisibili… Gesù l’ha affermato chiaramente:

In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.

Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.

Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà.

(Giovanni 12:24-26)

Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà.

Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua?

O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?

Perché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua.

 (Matteo 16:24-27)

 

E Paolo esorta in tal modo il suo discepolo Timoteo:

Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.

Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

(2 Timoteo 2:8-13)

 

Le sofferenze sono, nell'intento divino, la via inevitabile che porta alla gloria, Paolo lo insegna:

Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.

(Filippesi 3:10-11)

 

Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.

(2 Corinzi 1:5-7)

 

Davanti alla gloria che aspetta i figli di Dio, le sofferenze umane più atroci possono sembrare lievi:

Carissimi, non vi stupite per l'incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Se siete insultati per il nome di Cristo, beati voi! Perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su di voi.

Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida, o ladro, o malfattore, o perché si immischia nei fatti altrui; ma se uno soffre come cristiano, non se ne vergogni, anzi glorifichi Dio, portando questo nome.

(1 Pietro 4:12-16)

 

***

CONCLUSIONE

In Gesù Cristo, nel quale il credente si identifica totalmente nella Sua morte e nella Sua risurrezione, trova altresì la liberazione da qualsiasi condannanon c’è dunque più nessuna condanna la mente rinnovata la mente di Cristo in noi libera anche la nostra coscienza affinchè possiamo avvicinarci a Lui e servirLo:

Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!

(Ebrei 9:13-14)

Questo miracolo era impossibile alla Legge:

La legge, infatti, possiede solo un'ombra dei beni futuri, non la realtà stessa delle cose. Perciò con quei sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, essa non può rendere perfetti coloro che si avvicinano a Dio.

Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli, se coloro che rendono il culto, una volta purificati, avessero sentito la loro coscienza sgravata dai peccati?

Invece in quei sacrifici viene rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati.

(Ebrei 10:1-4)

 

Ma è possibile per l’Opera di Cristo:

avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

(Ebrei 10:21-22)

 

Questo è il miracolo dell’Opera di Cristo, compiuto nel cuore dei cristiani, che possiamo vivere già oggi!

Il confronto con la propria coscienza è quindi la cartina tornasole di cosa siamo davvero… cosa bramiamo?

Chiediamoci cosa bramiamo e scopriremo chi siamo!

 

 Gianni Marinuzzi